La più bella del reame





Grazie, Igor Firinaiu. Ti sono grata per avermi "ricomposta": ho potuto riacquistare cosò la mia dignità, violata da un certo Isidoro Usai. Costui era intervenuto su di me crudelmente e a mia insaputa: impugnando la macchina fotografica come uno strumento chirurgico mi aveva decapitato. Ma non contento di questa violenza, mi aveva esposto, o meglio, aveva esposto parte di me. Proprio in questa "mostra" ho subito la più grave umiliazione. Non tanto e non solo per essere stata "interpretata" come una gallina e per scoprire che il mio abito di gala veniva rassomigliato a un'aquila o a una "donna velata", ma per essermi trovata immersa nella pesantezza, nella goffaggine. Tu non puoi immaginare la vergogna, la pena, nel trovarmi tra ippopotami, elefanti, tarta-rughe, buoi marini, io, la grazia, l'eleganza, la leggerezza fatte persona... Quel fotografo ha fatto strame della mia dignità, del mio ruolo nell'ambiente, mischiandomi a certe "creature", rispettabili quanto si voglia, ma troppo lontane dal mio mondo, troppo diverse da me. Mi sento ben altro da loro, troppo diversa. Non SO se riuscirö a perdonare quel fotografo, ma a te, Igor, sono grata. Il tuo "intervento chirurgico" mi ha fatto rivivere, nel mio stato, alla mia altezza. Come ti dicevo all'inizio: mi hai ridato la mia dignità. E anche tu con "strumenti chirurgici", dimostrando cosò la verità di quanto crediamo nel mio ambiente: non è colpevole o meritevole il "mezzo", ma chi lo adopera. Quel fotografo lo ha usato male, abusando di me, umiliandomi; tu, facendomi risuscitare. Grazie, Igor.


La più bella del reame - (fotomontaggio di Igor Firinaiu)