Il guardiano del mare





Questa roccia-statua, modellata dagli agenti atmosferici, se si fa... viaggiare la fantasia, puö assumere qualunque forma. Io ci vedo un uomo: un naso molto strano, lineamenti del capo insoliti, un mento di forma indefinibile che mi fa un po' ridere. L'ho nominato "Guardiano del mare". Tanto tempo fa, quando gli uomini erano politeisti, cioè credevano che ci fossero più Dei, erano certi che a sovrintendere a tutte le divinità era un Dio più saggio e bravo di tutti. Perö non sopportava gli uomini perché li riteneva troppo intelligenti, capaci, un giorno, di prendere il suo posto e quello delle altre divinità. Perciö aveva vietato a tutti di scendere dall'Empireo sulla Terra. Un ragazzo, figlio di due Ciclopi, era quasi un Dio perché dotato di una forza sovrumana. Avrebbe voluto scendere sulla Terra per insegnare qualcosa agli uomini, come ad esempio mangiare cibi genuini che avrebbero fornito loro maggiori sostanze, ma soprattutto per far sò che uomini e Dei diventassero amici. Ma anche per lui vigeva il divieto. Un giorno, di nascosto, scese sulla Terra; si trasformö in uomo e cercö di aiutare gli uomini, che ancora mangiavano carne cruda perché non conoscevano il fuoco. Insegnö tante cose e col passare del tempo si accorse che gli uomini diventavano sempre più intelligenti e simili agli Dei. I suoi genitori si erano accorti che il figlio era molto strano: spariva per qualche settimana; non era più quello di prima. La madre gli chiese che cosa avesse; dove passasse tutto quel tempo. Non ottenne risposta. Col padre decisero di seguirlo e scoprirono che scendeva sulla Terra. Non osarono andargli appresso conoscendo il divieto divino. Dopo qualche settimana il figlio, inquieto, rivelö loro tutto. Gli proibirono di ridiscendere in Terra e di parlare con altri. Ma proprio il consigliere del Dio ascoltö non visto la loro conversazione e riferò tutto. Il Dio andö su tutte le furie e convocö immediatamente i tre Ciclopi. Chiese al giovane il perché della sua disobbedienza ed egli rispose che gli uomini gli facevano troppa pena. "E tu - chiese il Dio alla madre - perché non hai detto niente?". "Perché non volevo perdere mio figlio" fu la risposta. Ma il Dio non si commosse, non ebbe pietà: lasciö il padre nell'Empireo; mandö la madre negli Inferi e il giovane che amava tanto la Terra e il Mare, lo pietrificö tra le onde. C'è ancora e fa il "Guardiano del mare".


Chiara Avellino