La donna velata





La donna velata aspetta in riva al mare. Il suo sguardo si perde nell'orizzonte. Aspetta Anthö, prigioniero in qualche lontano paese. è sicura che prima o poi riuscirà a fuggire e tornare da lei. Prega e guarda il mare fiduciosa: sente che tornerà e quel giorno ci sarà una gran festa. Sente gravare su di sé un peso: forse lo avrebbe potuto aiutare... Ma la paura aveva superato ogni altro sentimento e l'aveva portata sul monte, dove si era nascosta in attesa della fine di quello sconvolgimento. Se solo fosse riuscita ad andare da lui; se solo l'avesse sentita quando gridava "Anthö, Anthö"...Erano tanti e urlavano selvaggiamente roteando le lucenti scimitarre: non esitavano ad uccidere chiunque opponesse resistenza. I Mori erano ciö di cui avevano tutti paura più di ogni altra cosa. Arrivavano ed attaccavano d'improvviso. A poco servivano zappe, pietre e bastoni contro quell'orda di uomini inferociti. Portavano via tutto; distruggevano stalle, case, famiglie. Quella volta lasciarono dietro di sé il deserto. Uccisero i vecchi; presero i giovani e le donne; distrussero le greggi; incendiarono le case. Pochi riuscirono a scappare in tempo. Quando lei vide le nere navi ancorate nel golfo e i terribili pirati che si riversavano sulla spiaggia cercö di avvisare gli altri del pericolo incombente. Qualcuno non le credette. Nonostante le incursioni dei Saraceni fossero allora piuttosto frequenti, ben pochi la seguirono sul monte. I Mori non si avventuravano mai in luoghi dove sarebbero potuti cadere in un'imboscata. Fu doloroso abbandonare quanti si trovavano ormai circondati dal nemico, ma non c'era altro scampo. Urlava "Anthö, Anthö" con quanto fiato aveva in gola, ma lui era lontano e non poteva sentire. Lo vide cadere preda dei pirati: armato solo di un bastone fu facile catturarlo. Urlava che sarebbe tornato, sarebbe tornato da lei, non l'avrebbe abbandonata. Il vento portava lontano le sue parole che acuivano il dolore di lei, ma le davano speranza. L'inferiorità numerica rendeva inutile ogni tentativo di difesa: l'unica salvezza era la fuga. I giovani catturati finivano nei mercati degli schiavi, se avevano fortuna. E Anthö l'avrebbe avuta. Quando tutto fu finito tornarono alle case depredate e in parte distrutte. Era rimasta sola, i suoi cari le erano stati portati via, ma il dolore più grande era per Anthö: senza di lui si sentiva persa. Andö alla spiaggia. Lò, pianse per ore, per giorni, pregando che lui potesse fuggire e tornare da lei. La speranza la teneva in vita. è ancora lò, che aspetta di scorgerlo all'orizzonte e di poterlo riabbracciare. Quando soffia il Maestrale si dice si possano sentire queste parole:


Anthö, Anthö, cando hasa a torrare?
Torrandélu a domo, torrandélu, mare!
Si lu idides, zente, ajuadelu a torrare.
Deus e bona solte a bos recupessare.


Giovanna Fundoni