Storia di un cerbiatto





Quando Raffaele si svegliö quella domenica mattina, vide che era una bella giornata e uno splendido paesaggio si intravedeva dalla sua finestra. Raffaele era un ragazzino molto vivace ed allegro e il bel tempo gli faceva venire il buonumore. Ma quella mattina era felice anche per un altro motivo: era il suo undicesimo compleanno e non vedeva l'ora di festeggiare quel pomeriggio con gli amici, e aprire i regali. Quando arrivö il momento della festa, il ragazzino era euforico e lo divenne ancor di più quando vide il regalo fatto da un suo compagno: un cucciolo di cerbiatto. Era dolcissimo e aveva dei grandi occhioni profondi. Anche i genitori di Raffaele se ne innamorarono subito e lui ne approfittö per convincerli a tenerlo. Seppur con qualche dubbio i genitori acconsentirono, perché avevano una casa in campagna e molto spazio libero. E poi, come si faceva a dire di no ad un cucciolo cosò? Bambi, cosò lo chiamarono, cresceva giorno dopo giorno. Più cresceva e maggiori erano gli scompigli che creava; ma anche l'amore che Raffaele provava per lui aumentava. Erano diventati inseparabili. Spesso il padroncino lo portava nei boschi a scorrazzare ed era allora che vedeva negli occhi di Bambi una luce nuova e sul suo volto un'aria sognante. Cosò Raffaele decise di portarlo sempre più spesso a passeggio. Ed era tranquillo, perché anche se Bambi si allontanava, alla fine tornava sempre a casa. Anche lui nutriva un immenso affetto per il suo padroncino e i suoi genitori. Quando arrivö la primavera Bambi notö un sempre maggior movimento di animali, moltissimi fiori colorati, e percepò una felice atmosfera di libertà. Cosò una notte cominciö a tramare il suo piano per fuggire e diventare indipendente. Gli costava molto perché era abituato all'affetto delle persone che lo avevano cresciuto e gliene era grato, ma il desiderio di vivere in modo naturale era ciö che più gli premeva in quel momento: sognava di conoscere altri compagni della sua specie e vivere con loro come in una famiglia. Dopo che Raffaele gli ebbe dato la buona notte e lo ebbe coccolato, Bambi quasi cambiö idea, e al pensiero di abbandonare il padroncino si sentò scivolare una lacrima dall'occhio (fortunatamente "lui" non la vide). All'alba il cerbiatto si fece coraggio e con un gran balzo scavalcö il recinto del giardino e cominciö a correre senza mai fermarsi e cercando di resistere alla tentazione di voltarsi indietro. Purtroppo ad un certo punto si perse e si rese conto che la sopravvivenza non era cosò facile come credeva. Lui era abituato a trovare il mangiare pronto e ad avere un posto sicuro nel quale dormire; non era certo abituato a cercarsi il cibo da solo e a cercar di sfuggire agli animali più grandi, e ai cacciatori. Cosò cominciö ad avere fame e a star male fino a quando si addormentö senza sapere che non si sarebbe mai più svegliato. Nel punto nel quale morò alcune persone videro una roccia a forma di cerbiatto, senza capire che cosa significava. La verità è che Bambi, diventato roccia, sta lò a simboleggiare la sua libertà perduta. Ci vuole far capire che spesso volersi tenere in casa un animale selvatico, che è nato per essere libero, significa toglierli l'indipendenza che in lui è istintiva, e non farlo vivere a modo suo.


Katia Lisac