Presentazione dell'Opera "Museo all'aperto"

Ad ogni paese il suo museo.

In Sardegna in questi anni i musei si sono moltiplicati. Ai grandi e celebri delle citta si sono andati aggiungendo, anche in paesini, dei piccoli musei, alcuni dei quali fanno tenerezza per lo spazio ridotto ed i reperti in mostra. Tutti questi musei, non importa se piccoli o grandi, in una saletta o in tante sale, con vetrine o semplici tavolini o nicchie a parete, hanno una precisa funzione: dal plurisecolare reperto archeologico, dal collaudatissimo arnese di lavoro, dal pluridecennale oggetto di cucina fanno affiorare il passato, remoto o prossimo. Reperti archeologici, arnesi di lavoro, oggetti di vita familiare come "anelli di congiunzione" col tempo che fu, con le generazioni che furono; "anelli di congiunzione con gli antenati", garanzia di continuità. Povero quel paese che non ha memoria o che pur avendo "memorie" non le "coltiva". Perché museo significa attenzione al paese e alla sua storia, riflessione; richiede organizzazione; esige denaro che "esce" (investimenti iniziali, gestione) e denaro che "entra" (visite, guidate o no). E perciö.. . ad ogni paese il suo museo.

Golfo Aranci non ha, ancora, il suo museo. Eppure la "materia prima" ci sarebbe: "frutti di mare" di epoca romana, reperti di terra, "mestieri", arnesi di lavoro dei pescatori, smentiscono quanti hanno sentenziato con sussiego che "Golfo Aranci non ha passato", "Golfo Aranci non ha storia". E allora? Allora è forse mancato il denaro in "uscita", il denaro da investire in una "operazione museo", della quale si è parlato da anni, ma che è rimasta fine ad oggi... "lodevole intenzione", "museo di parole". In attesa di un museo vero con sale, vetrine, scaffali; pubblicizzato, vigilato, visitato... non ci rimane che "rifugiarci in calcio d'angolo" presentando un altro museo, un "museo all'aperto" esistente nel territorio. Lo facciamo conoscere con questo libro-museo fotografico... Da Capo Figari al Golfo di Cugnana, da Punta del Mortale a Punta della Volpe, da Rocca Segada a Punta Nuraghe, da Punta Casette a Punta Lada si "estende" quello che abbiamo definito "museo all'aperto", con decine e decine di "statue" scolpite dal vento e levigate dal mare.

Vento e mare, i grandi "artisti', han lavorato lungo le caste e lasciato li, mimetizzati tra rocce e macchia mediterranea quasi a volerli nascondere, i loro capolavori che nascosti sono rimasti, per secoli; sconosciuti ai più; ignorati da quasi tutti. Isidoro Usai, che all'interno di tale "museo all'aperto" è nato, vive e lavora, un giorno andö a "caccia" armato di macchina fotografica. Vi tornö spesso, sempre piu affascinato. Centinaia e centinaia di "scatti", e come "preda", centinaia di fotografie di "rocce-status" una più sorprendente dell'altra. Una cinquantina di queste foto, scelte con Isidoro in una "seduta chirurgica" dolorosa per noi (ce ne piacevano altrettante, ma abbiamo dovuto "tagliare"), potete ammirarle in questo libro ("museo di carta"). Vedete anche voi ciö che ha visto Isidoro? Vi paiono "statue-testimoni" di un passato remoto? Queste curiose "rocce-status" vanno "lette", "interpretate". E per questo ci vuole occhio. Ma non basta: è necessario un pizzico di fantasia. Isidoro ne è dotato e di ogni foto ci offre la sua "lettura-interpretazione".

Ma, mi sono chiesto, tutti "leggeranno" e "interpreteranno" come lui? Le "statue" hanno un "linguaggio" univoco, universale, che intendono tutti, o si prestano a "letture e interpretazioni" soggettive? Ho offerto le foto agli occhi (e alla fantasia) di bambini, ragazzi, giovani (e non piu giovani). Il risultato è nelle pagine di questo libro: è stato il trionfo del soggettivo: "lettura-interpretazione" spesso diverse da quelle dell'autore delle foto. E', anche questa varietà, una "ricchezza", una preziosità del nostro "museo all'aperto"... e di carta. Lasciatevi guidare tra le foto del libro da tante giovani fantasie in una visita al museo all'aperto... di carta. E di questa visita sulla carta dovrete, purtroppo, accontentarvi. Ammirare le"rocce-status" in loco è impossibile: Isidoro Usai ne è un custode geloso e non intende, almeno per ora, rivelarne l'ubicazione; ne ha alcuna intenzione, almeno per ora, di far da guida a visitatori. Dovrete cercare da soli le "rocce-status". Chissà che non ne scopriate qualcuna sfuggita al nostro fotografo... Al quale abbiamo chiesto: "E se questo nostro museo all'aperto venisse 'organizzato' (sentieri tra statua e statua, zone panoramiche di sosta, posteggi, visite guidate) con notevole investimento di denaro che col tempo potrebbe rientrare, saresti disposto a rivelare il 'dove?' delle rocce-statua ?".. Isidoro risponde con un sorriso... che potrebbe prestarsi a interpretazioni diverse. Come le sue foto.


Pasquale Finà

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