"...fisso verso il cielo"





Nel mare di Golfo Aranci viveva un delfino, orfano (i genitori erano morti quando aveva due anni), ma non era mai solo, aveva molti amici e con loro giocava spesso. Con l'anguilla giocava a nascondino, con l'aragosta si sfidavano a tirare i ricci, e chi li mandava più lontano vinceva. Abitava una casa molto grande, frequentatissima. Un giorno un'amica venne a dirgli che il mare era sempre più inquinato a causa del via vai delle navi e per la sporcizia che buttavano gli uomini. Fu organizzata una riunione alla quale furono invitati tutti i pesci. Alla fine della riunione fu deciso di emigrare, ma, solo uno era contrario a questa decisione: il nostro delfino. Non voleva emigrare perché quella era la zona della sua famiglia, dei suoi genitori. Perö gli amici emigrarono lo stesso andando molto lontano. Il delfino, per quanto solo, era sempre felice e ogni mattina andava a chiacchierare con una roccia che lui chiamava Natasha: parlava dei suoi genitori, dei vecchi amici ormai lontani. Inoltre pettegolava su quello che stava succedendo sulla terra. Una mattina Natasha notö che la pelle del delfino era screpolata e che lui non stava bene. Il delfino non si era accorto che la sua pelle era rovinata, ma che stava male s'era accorto. Natasha gli disse di andarsene altrimenti sarebbe morto per l'inquinamento. Lui non voleva saperne di andar via. Ormai non poteva più bere acqua e neanche mangiare. Una sera chiese a Natasha di ospitarlo perché sentiva che non ce l'avrebbe fatta a tornare a casa. Il delfino era ormai vicino alla morte, ma si sentiva felice perché finalmente avrebbe potuto raggiungere i genitori in cielo e avrebbe potuto finalmente giocare con loro, andare in giro per mari e terra puliti e con uomini in grado di ragionare, senza malignità e inquinamenti. La mattina dopo Natasha lo trovö morto, steso sul mare, fisso verso il cielo.


Sara Langella