
Il suo occhio è un buco a fianco all'orecchio. Non ha la coda. Ha un'espressione triste, come se avesse perso qualcosa a lui molto cara e stesse pensando di ritrovarla. Sul corpo ha due strisce profonde che sembrano cicatrici.
Sembra che moltissimi anni fa, in Sardegna, vivessero solo elefanti senza coda. Stavano sempre in acqua e si divertivano un mondo a schizzarsela addosso.
La loro spiaggia si differenziava dalle altre per la sabbia dai colori dell'arcobaleno.
Questi elefanti sapevano parlare e infatti ogni giorno pregavano il Dio del mare. Dovevano pregarlo, riverirlo e servirlo perché altrimenti sarebbero stati trasformati in pietra. Molte volte tanti di loro tentarono di scappare, ma non ci riuscirono.
Un giorno un elefantino perse una pietra a lui molto cara perché gliela aveva regalata la nonna prima di morire. Pianse veramente tanto e, per una settimana, smise di pregare. Proprio per questo tutti gli elefantini furono convocati dal Dio del mare, che sgridö severamente l'elefantino e lo avvertò che se non avesse ripreso a pregare dall'indomani mattina e per tutti i giorni, lo avrebbe trasformato in pietra.
Riprese la vita di sempre, ma l'elefantino per quanto pregasse aveva sempre in testa il pensiero della pietra perduta. Fu cosò che sedutosi sugli scogli ci restö due giorni, dimenticandosi di pregare e il Dio del mare, come aveva minacciato, lo trasformö in roccia. Questa nella foto è lui, l'elefantino pietrificato.

|